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La 47ª edizione del Festival di Cinema e Donne torna al Cinema La Compagnia di Firenze dal 21 al 25 ottobre, nell’ambito della rassegna 50 Giorni di Cinema a Firenze. Diretto artisticamente da Camilla Toschi e organizzato dall’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana, il festival mette al centro la sorellanza come pratica di condivisione, confronto e sostegno tra autrici e generazioni. Ad aprire e chiudere la manifestazione sarà Jane Campion, regista neozelandese, prima donna a vincere la Palma d’Oro e due volte premiata con l’Oscar. Per l’inaugurazione presenterà Orlando di Sally Potter, scelto per la sua Carte Blanche, e introdurrà Socks di Todd Karehana, cortometraggio nato dal programma di mentorship A Wave in the Ocean. La serata conclusiva sarà invece dedicata a Ritratto di signora, a trent’anni dall’uscita, e darà il via a una retrospettiva completa sulla cineasta, in programma fino a gennaio.

Tra gli appuntamenti principali spicca Céline Sciamma, protagonista della lezione Per una storia transfemminista del cinema e dell’incontro Riscrivere lo sguardo con Adele Tulli, che accompagnerà le proiezioni di Tutti Frutti e del nuovo montaggio di Tomboy. Al festival saranno presenti anche Kasia Smutniak, con il documentario Mustang, e Francesca Archibugi, che presenterà Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo, ritratto di una figura centrale del femminismo italiano. Il concorso internazionale riunisce cinque film, tra cui Big Girls Don’t Cry di Paloma Schneideman, Sad Girlz di Fernanda Tovar, El Deshielo di Manuela Martelli, La Furia di Gemma Blasco e En Route To di Yoo Jaein. Fuori concorso arriva il body horror Saccharine di Natalie Erika James. Accanto al cinema, il festival rinnova il proprio impegno per la parità nel settore audiovisivo con L’Assemblea, progetto ideato dall’attrice Jasmine Trinca, e con il panel Cercando la parità: l’esperienza di Dones Visuals in Spagna. Perché cambiare lo sguardo sul cinema significa anche interrogarsi su chi lo realizza, su quali storie trovano spazio e su chi, ancora, deve farsi largo per essere ascoltata.

 

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