Pubblicato nel 1951, Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar assume la forma di una lunga lettera dell’imperatore romano al giovane Marco Aurelio. Attraverso questa finzione epistolare, la scrittrice dà voce a un Adriano anziano e malato che ripercorre la propria vita: le campagne militari, l’amministrazione dell’impero, l’amore per la filosofia, la poesia e la musica, fino al legame profondo con Antinoo. Il romanzo diventa così un’indagine sull’esercizio del potere e sulla fragilità umana, in equilibrio tra memoria storica e introspezione.
A raccontare la scoperta di questo personaggio è Chiara Valerio, scrittrice e intellettuale che riflette sull’incontro precoce con l’opera della Yourcenar e sulla sua influenza nel proprio percorso di lettrice. Nata a Scauri nel 1978, Valerio è responsabile della narrativa italiana per Marsilio e collabora con Rai Radio3, «la Repubblica» e «Vanity Fair». Con una formazione matematica e un dottorato in calcolo delle probabilità, ha pubblicato saggi e romanzi per diverse case editrici, intrecciando nella sua produzione rigore analitico e attenzione alla complessità dell’esperienza umana.





