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Il recital di Asmik Grigorian e Lukas Geniušas attraversa le inquietudini romantiche di Čajkovskij e Rachmaninov con un programma che alterna lirismo, malinconia e improvvise accensioni emotive. Le romanze di Pëtr Il’ič Čajkovskij scorrono tra confessioni intime e slanci appassionati: da “Nessuno tranne il cuore solitario” a “Vi benedico, foreste”, passando per pagine dal gusto ironico e teatrale come Humoresque e Scherzo humoristique. Una musica che sembra oscillare continuamente tra tormento sentimentale e desiderio di leggerezza, come spesso accade nei migliori drammi russi, dove nessuno riesce mai davvero a stare tranquillo per più di qualche battuta.

Nella seconda parte Sergej Rachmaninov amplifica il lato più visionario e notturno del recital. Le romanze “Non cantare per me, bellezza mia”, “Acque di primavera” e “Dissonanza” costruiscono un percorso emotivo intenso, sostenuto dal pianoforte di Lukas Geniušas, interprete capace di passare dal virtuosismo ai chiaroscuri più delicati senza perdere naturalezza. La voce di Asmik Grigorian, magnetica e teatrale, affronta queste pagine con una tensione quasi narrativa, restituendo tutta la modernità di un repertorio che continua a parlare di desideri, inquietudini e fragilità umane con sorprendente attualità. Del resto, il romanticismo russo aveva già capito tutto: la felicità è breve, ma almeno la musica resta.

 

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