L’edizione 2026 di Buccia Generation torna agli anni Settanta, stagione di fermento culturale e consapevolezza collettiva, quando una nuova generazione immaginava di poter superare i confini esistenti e contribuire a disegnare una società diversa. Nella musica, questo spirito prese forma attraverso i canzonieri e i collettivi, esperienze alternative a un sistema discografico sempre più legato alle logiche commerciali, capaci di riportare nelle piazze il canto popolare e le storie delle lotte studentesche. L’appuntamento ripercorre la storia del pop fiorentino partendo dal Teatro Lippi, che all’epoca si chiamava proprio “la Buccia” e conserva molte vicende di quella stagione. La serata si apre con un talk curato da Bruno Casini, con ospiti Enzo Brogi, Paolo Hendel e Massimo Fagioli, per poi proseguire con la musica.
Protagonisti del concerto sono il Canzoniere del Valdarno e il Collettivo Victor Jara, due esperienze centrali nella storia della musica indipendente e dell’impegno culturale toscano. Guidato dai fratelli Bigazzi, il Canzoniere del Valdarno ha contribuito al recupero e alla valorizzazione del canto popolare regionale, dando impulso anche alla nascita dell’etichetta indipendente Materiali Sonori. Il Collettivo Victor Jara, fondato tra gli altri da David e Chiara Riondino, Silvano Panichi e Massimo Fagioli, univa invece canzoni politicamente impegnate e satira, trasformando la musica in uno strumento di partecipazione sociale. Il nome rendeva omaggio al musicista cileno Victor Jara, ucciso durante il golpe del 1973. La serata assume anche il significato di un ricordo di David Riondino, recentemente scomparso: protagonista del collettivo, artista capace di attraversare teatro, cinema, televisione e radio, è rimasto legato alla vita culturale fiorentina anche grazie a esperienze come Dr. Djembè, realizzata con Stefano Bollani per Rai Firenze. Un’occasione per ripercorrere una stagione in cui le canzoni raccontavano il presente e, con una certa ostinazione, provavano a cambiarlo.





