Il mito di Antigone torna in scena nella rilettura di Bertolt Brecht, diretta da Renata Palminiello, che sposta la tragedia classica dal conflitto familiare alla responsabilità politica. In questa versione, la guerra non è una contesa per il trono, ma un’impresa di conquista dettata da interessi economici: Creonte vuole impadronirsi delle terre di Argo e la morte dei fratelli Eteocle e Polinice si intreccia con le logiche del potere, della fedeltà e del tradimento. Quando il sovrano vieta la sepoltura di Polinice, Antigone sceglie di opporsi al decreto, trasformando un gesto di pietà in una sfida pubblica all’autorità. La sua disobbedienza non è più soltanto una questione privata, ma una presa di posizione che mette in discussione l’intero ordine politico.
Scritta da Brecht nel 1947, questa Antigone parla di un’umanità capace di ripetere le proprie tragedie anche quando cambiano i nomi e le circostanze. La regia di Palminiello cerca un equilibrio difficile: avvicinare il testo al presente senza renderlo una semplice cronaca dell’attualità, lasciando che siano i personaggi e le loro scelte a interrogare il pubblico. Al centro emerge il tema della responsabilità collettiva: in una guerra di conquista, nessuno può considerarsi del tutto estraneo e ogni decisione lascia conseguenze che vanno oltre il singolo individuo. Prodotto da Teatri di Pistoia – Centro di Produzione Teatrale, con il sostegno del Centro di Residenza Fondazione Armunia di Castiglioncello e del Centro di Residenza Teatro Popolare d’Arte, lo spettacolo coinvolge un cast di sette interpreti ed è rivolto a un pubblico dai 13 anni in su.





