
CISTERNE D’ACQUA FIRENZE
Ogni città possiede i suoi segreti e spazi nascosti che attendono di essere scoperti dai curiosi e dai residenti. Firenze non è da meno grazie ai serbatoi d’acqua del suo vecchio acquedotto risalenti alla seconda metà del XIX secolo, tuttora attivi come gli snodi per la distribuzione idrica.
Prima del 1877 Firenze non possedeva un vero e proprio acquedotto, se non pozzi o infrastrutture risalenti all’epoca romana. Furono due ingegneri, Raffaele Canevari e Luigi Del Sarto, a dotare la città di un infrastruttura idrica su un anello di 8 km con 24 km di tubature secondarie, il cui progetto fonde le tecnologie idrauliche del tempo alle eleganti architetture di ispirazione rinascimentale. L’acqua, prelevata dall’area dell’Anconella, veniva pompata verso i serbatoi posti in collina e poi ridistribuita in città grazie alla gravità.
I 3 principali serbatoi d’acqua di Firenze sono dislocati nei punti cardinali della città.
Il Serbatoio di Carraia in via dell’Erta Canina può ospitare circa 13.500 m3 d’acqua e si distingue per il valore architettonico e paesaggistico: comprende due grandi cisterne sotterranee inserite in un parco monumentale con grotta-ninfeo ed edifici di servizio. Oggi è usato solo per l’accumulo.
Il Serbatoio del Pellegrino tra via Bolognese e via Bruni può stoccare circa 19.300 m3 d’acqua. Il Serbatoio della Querce nei pressi delle Cure può contenere circa 4.000 m3 d’acqua.
Questi ultimi, situati a nord, garantivano l’approvvigionamento delle zone settentrionali: il primo deriva dal potenziamento di un impianto cinquecentesco, il secondo fu costruito ex novo con grandi capacità di stoccaggio.
Ancora oggi questi serbatoi sono attivi e continuano a svolgere un ruolo essenziale nella gestione della risorsa idrica fiorentina, rappresentando al tempo stesso un importante patrimonio storico e architettonico.
Normalmente non è possibile visitarli, le visite guidate sono concesse da Publiacqua solo in particolari occasioni. Per conoscere le date, seguite gli aggiornamenti su publiacqua.it/educazione/visit
Ivan Puliti



