Trasferirsi da Firenze a Milano può sembrare un semplice cambio di città, ma per Ginevra Fenyes diventa un viaggio alla scoperta delle proprie radici. In Non sapevo di essere toscana, spettacolo comico scritto e interpretato dalla stessa Fenyes, l’esperienza del trasferimento si trasforma in un’odissea urbana tra abitudini, stereotipi regionali e incontri con un’umanità decisamente variegata. Nella Milano dei Bastioni si incrociano pugliesi organizzati come una lobby, napoletani onnipresenti, americani alle prese con moda e Olimpiadi, giapponesi e milanesi capaci di far pagare un caffè come fosse un mutuo. Una Babele metropolitana in cui ogni incontro aggiunge un tassello alla scoperta di un’identità toscana rimasta fino a quel momento sorprendentemente in ombra.
Tra gli affitti milanesi, un gatto adottato per combattere la solitudine e i Navigli chiamati a sostituire emotivamente l’Arno, il racconto procede con ironia attraverso le piccole disavventure della vita fuori casa. La nostalgia diventa così un modo per guardare con occhi nuovi la propria città e le abitudini che sembravano scontate: perché a volte, per capire da dove si viene, è necessario allontanarsene. E se Milano offre l’occasione per una sorta di indagine antropologica su usi e costumi italiani, la conclusione resta saldamente fiorentina: ovunque la porterà la vita, Ginevra Fenyes continuerà a essere, irrimediabilmente, toscana.





