Un incidente stradale a diciotto anni può diventare una linea di confine tra ciò che si era e ciò che si è destinati a diventare. È da questa esperienza personale che prende avvio Passato remoto, monologo scritto e interpretato da Oscar De Summa, in cui autobiografia e racconto performativo si intrecciano per esplorare il rapporto tra memoria e tempo. Un evento improvviso interrompe la continuità della vita e modifica il modo di percepire la realtà: il ricordo non resta confinato al passato, ma continua a riaffiorare, trasformando lo sguardo sul presente. La narrazione si sviluppa così a partire da una frattura, da un’esperienza-limite che diventa il punto di partenza per interrogare il modo in cui gli avvenimenti si depositano nella coscienza.
In Passato remoto, il racconto non segue una ricostruzione lineare degli eventi, ma procede per risonanze, facendo dialogare piani temporali diversi e lasciando che la memoria riveli le proprie crepe. I toni drammatici si aprono progressivamente a sfumature ironiche, in un movimento che alleggerisce la materia senza cancellarne la profondità. Il progetto sonoro, curato da Oscar De Summa e Davide Fasulo, accompagna questa esplorazione tra esperienza individuale e percezione, contribuendo a costruire una narrazione in cui il passato non è mai del tutto concluso. Prodotto dal Teatro Metastasio di Prato e presentato in prima assoluta, lo spettacolo riflette su come un singolo episodio possa continuare a modificare il significato del tempo, anche molti anni dopo essere accaduto.





