Nel sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966, Angeli del fango – Gli esseri umani quando piove racconta una storia di solidarietà nata tra le macerie, il fango e le pagine di una città ferita. Quando l’acqua invade case, botteghe e luoghi della cultura, fino a sommergere centinaia di migliaia di volumi della Biblioteca Nazionale, la risposta arriva da ogni parte del mondo. Sono soprattutto giovani, spesso inesperti e sconosciuti tra loro, ma pronti a rimboccarsi le maniche per salvare ciò che resta. Un esercito spontaneo che, senza bisogno di conoscersi, trova un obiettivo comune: aiutare Firenze a rialzarsi.
Scritto da Martina Vianovi, lo spettacolo restituisce memoria agli Angeli del fango, figure diventate simbolo di un impegno collettivo capace di trasformare una catastrofe in una lezione di umanità. Tra il dramma delle esistenze travolte e la capacità tutta fiorentina di affrontare le difficoltà anche con una battuta — come il cartello di una macelleria che annuncia, dopo la riapertura, soltanto polli in umido — emerge una riflessione sul valore della cura e della memoria. Salvare un libro, liberare una strada o proteggere un’opera d’arte sono gesti diversi, ma mossi dalla stessa urgenza: prendersi cura del presente per rendere possibile il futuro. Perché, quando tutto sembra perduto, la ricostruzione comincia quasi sempre insieme agli altri.





