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Dopo il successo di Storia dell’impressionismo e Gli ultimi giorni di Van Gogh, Marco Goldin torna a teatro con un nuovo spettacolo dedicato a Claude Monet, padre dell’impressionismo francese e maestro di una pittura capace di catturare la luce e le infinite variazioni del paesaggio. Il progetto arriva a Firenze con un racconto che intreccia arte, musica e tecnologia, trasformando la vita e l’opera del pittore in un’esperienza teatrale immersiva, tra videoproiezioni, animazioni e scenografie di grande impatto.

La narrazione si sviluppa in sei capitoli, dagli esordi nella foresta di Fontainebleau e sulle spiagge della Normandia fino ai celebri paesaggi di Argenteuil, ai viaggi nel Mediterraneo, in Olanda e in Norvegia, passando per Londra e Venezia. Il viaggio si conclude a Giverny, nel giardino che Monet trasformò in un laboratorio di luce e colore e dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Ad accompagnare il racconto di Goldin sono le musiche originali di Remo Anzovino, al pianoforte, e della violoncellista Daniela Savoldi. Due piattaforme rotanti, un grande schermo e immagini dei luoghi più significativi dell’esistenza dell’artista costruiscono un dialogo continuo tra pittura e memoria, mentre la voce di Monet entra in scena per restituire al pubblico la dimensione più intima e poetica di uno dei protagonisti assoluti dell’arte moderna.

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