A ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, lo spettacolo teatrale Fratello Sole, Sorella Luna ripercorre la vicenda umana e spirituale del Santo attraverso un racconto corale che intreccia recitazione e canto. Il titolo richiama il celebre film di Franco Zeffirelli, premiato nel 1972 con il David di Donatello per la miglior regia e rimasto nella memoria per la sua forza poetica e le musiche indimenticabili. Sul palcoscenico, la storia di Francesco torna a parlare al presente, riportando al centro temi come la ricerca della felicità, la solidarietà e la possibilità di scegliere una strada diversa da quella tracciata dalla propria famiglia e dalla società.
Figlio spensierato di un ricco mercante, Francesco parte per la guerra e, al ritorno, scopre una spiritualità destinata a cambiare radicalmente la sua vita. In contrasto con i genitori e con le autorità del tempo, rinuncia ai privilegi e alle ricchezze per abbracciare la povertà, riconoscendo nel creato una fonte inesauribile di meraviglia e gratitudine. Accanto a lui c’è Chiara, che condivide la sua scelta e traduce i nuovi ideali in gesti concreti di aiuto ai poveri e ai malati. Nell’Italia dei primi anni del Duecento, attraversata da conflitti economici e sociali, la scelta di Francesco coinvolge altri giovani e dà vita a un movimento capace di mettere in discussione le fondamenta della società e della Chiesa. Fratello Sole, Sorella Luna racconta così una rivoluzione gentile, nata dal rifiuto dello sfarzo e dalla convinzione che la vera ricchezza risieda nella semplicità, nell’accoglienza e nella condivisione.





