La famiglia alto-borghese di Monsieur Pacarel, ambizioso e convinto di poter controllare ogni situazione, si ritrova travolta da una girandola di equivoci in Un dongiovanni in affitto, commedia ispirata a Chat en poche di Georges Feydeau. Tutto comincia con l’arrivo del tenore Dujetton, ingaggiato per interpretare il Don Giovanni di Mozart. Peccato che l’uomo non sia esattamente il Don Giovanni che la famiglia si aspettava. Da questo scambio di identità prende il via una serie di situazioni paradossali, malintesi e sorprese che mettono a dura prova le ambizioni e le buone maniere della rispettabile casa borghese.
Con adattamento e regia di Alessandro Pieri, lo spettacolo punta sul ritmo serrato e sulla comicità degli equivoci, elementi distintivi del teatro di Feydeau. In scena, un cast corale dà vita a personaggi intrappolati in una macchina comica sempre più ingarbugliata, dove ogni tentativo di rimettere ordine finisce per complicare ulteriormente le cose. Tra aspettative disattese, apparenze ingannevoli e ambizioni artistiche decisamente mal riposte, Un dongiovanni in affitto ricorda che, quando si costruisce tutto su un equivoco, uscirne con eleganza è praticamente impossibile.





