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People Used to Die è il rework di Avant les gens mouraient, creato dal collettivo francese (LA)HORDE e affidato alla Equilibrio Dinamico Dance Company. Quindici danzatori portano in scena i linguaggi dell’Hardjump, dell’Hakken e del Jumpstyle, stili di danza underground ad alta intensità, costruiti su salti rapidi, movimenti ritmici e figure quasi acrobatiche. La scena alterna momenti corali di street dance e assoli in freestyle, mentre la musica diventa parte integrante della coreografia, un motore che genera il movimento e orienta l’azione dei performer.

Nato nell’Europa del Nord tra gli anni Novanta e Duemila e sviluppatosi a partire dall’Hardstyle, il Jumpstyle è allo stesso tempo un genere di musica elettronica e una forma di danza. La sua diffusione ha coinvolto soprattutto Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Regno Unito e nord della Francia, grazie anche a figure come Patrick Jumpen e ad artisti quali Zware Jongens, Chicago Zone, DJ Coone, Ronald-V ed E-Max. In People Used to Die, questa cultura underground diventa materia per una performance fisica, collettiva e ad alta energia.

MAHALAGA Landscapes, originariamente creata in Lussemburgo dalla coreografa Jill Crovisier per Esch-sur-Alzette Capitale Europea della Cultura 2022, nasce invece dal rapporto tra paesaggio naturale e memoria industriale. L’ispirazione arriva dalla riserva naturale e dal patrimonio industriale della città natale della coreografa, nel sud del Paese.

In scena, i danzatori si muovono immersi in una luce densa e fumosa, accompagnati da suoni naturali e rumori industriali. L’atmosfera inizialmente intima e meditativa lascia progressivamente spazio a un’energia più intensa, trasformando il palco in un paesaggio vivo. Un rituale di danza contemporanea che mette in relazione corpo, natura e istinto, fino a evocare una dimensione quasi tribale.

 

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