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In occasione del 60° anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966, Jean O’Reilly Barlow di Interi, in collaborazione con il Museo de’ Medici, presenta una collezione di frammenti e reperti recuperati dopo l’alluvione e trasformati in nuove opere d’arte. Un progetto che parte dalla materia sopravvissuta al disastro per costruire un racconto contemporaneo sulla memoria della città, sul valore della conservazione e sulla capacità di Firenze di tornare a vivere anche attraverso ciò che sembrava ormai perduto.

I frammenti diventano così testimonianze di una storia ancora presente, reinterpretate attraverso un intervento artistico che ne conserva il legame con il passato. La collezione rende omaggio alla storia di Firenze e alla sua rinascita dopo l’alluvione, trasformando reperti recuperati dalle acque dell’Arno in opere capaci di mettere in dialogo patrimonio, arte e memoria. Un modo per ricordare il 1966 senza imbalsamarlo nella nostalgia: la città, del resto, ha sempre avuto una certa familiarità con l’idea di rinascere dalle proprie rovine.

 

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