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Dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, la Fondazione Guido d’Arezzo presenta L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento, una grande mostra dedicata alla fortuna dell’iconografia di San Francesco d’Assisi nella storia dell’arte italiana. Curata da Stefano Casciu e Luca Pezzuto, l’esposizione attraversa otto secoli di pittura per raccontare come la figura del Poverello sia stata continuamente reinterpretata, trasformandosi da immagine legata alla stretta adesione evangelica a simbolo di meditazione, estasi e, infine, mito identitario. Un viaggio nella storia dell’arte che mostra quanto un santo possa cambiare volto senza perdere, curiosamente, la propria riconoscibilità.

Il percorso si sviluppa in due sedi del centro storico di Arezzo. Alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea si parte dalle origini medievali, con i primi dipinti su tavola realizzati dopo la canonizzazione di Francesco, per arrivare alla glorificazione rinascimentale attraverso opere di Margarito d’Arezzo, Sandro Botticelli, Benozzo Gozzoli e Domenico Ghirlandaio. La stessa sede ospita anche la sezione dedicata all’Ottocento e al Novecento, quando la figura del Santo viene riscoperta in una dimensione più storica, intima e civile, anche attraverso la pittura di Stefano Ussi e di altri protagonisti della cultura toscana. Alla Chiesa di Sant’Ignazio è invece protagonista l’età barocca e controriformistica: qui Francesco diventa soprattutto l’uomo della preghiera, della penitenza e dell’estasi, in un crescendo di luce e dramma affidato ai dipinti di Cigoli, Guercino e Guido Reni. Ne emerge una storia dell’arte in cui l’immagine di San Francesco non resta mai davvero ferma: cambia con le epoche, le sensibilità e le idee, continuando a trovare nuovi modi per parlare al presente.

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