Dal 10 al 12 luglio 2026, Firenze ospita Re-Imagine Peace, un festival diffuso che attraversa la città con concerti, proiezioni, talk, momenti di preghiera e performance, trasformando l’arte in uno spazio concreto di ascolto, confronto e immaginazione. Nato dall’idea che la pace non possa essere affidata soltanto alla politica o alle istituzioni, il festival parte da una convinzione semplice ma radicale: il conflitto vive anche nel modo in cui le persone guardano sé stesse e gli altri. Per questo Re-Imagine Peace sceglie di creare luoghi in cui la complessità possa esistere senza essere subito semplificata, dove dolore e speranza possano convivere e dove l’incontro umano venga prima delle appartenenze. Che oggi, di questi spazi, ci sia parecchio bisogno non è esattamente una sorpresa.
Sotto la direzione artistica di Noa, Mira Awad, Gil Dor e Tamar Tal Anati, con il supporto di un team di professionisti e volontari palestinesi, israeliani e italiani insieme alla Città di Firenze, il festival riunisce voci internazionali in un forum unico dedicato allo sviluppo di idee e alla promozione della pace attraverso la cultura. Al centro ci sono artisti che da anni intrecciano musica e impegno civile: Noa, tra le voci più autorevoli della scena internazionale, capace di fondere jazz, pop e tradizioni mediterranee in un linguaggio universale; Mira Awad, cantante e attivista palestinese-israeliana, da tempo impegnata nel dialogo interculturale; e Gil Dor, chitarrista, compositore e storico collaboratore di Noa. Una direzione artistica che mette insieme esperienze diverse ma unite dalla stessa ostinazione: non rinunciare al dialogo.
Il cuore simbolico del festival sarà la serata finale, un grande evento che riunirà sullo stesso palco artisti israeliani e palestinesi le cui vite sono state attraversate dal conflitto, dalla perdita e dalla divisione. Pensata come un momento di comunità, vicinanza e speranza, la serata intreccerà musica originale, testimonianze e performance di artisti che sono anche attivisti per la pace, portando sul palco storie personali, prospettive differenti e un impegno concreto verso la nonviolenza. Accanto alle performance, spazio anche alle voci di organizzazioni e attivisti che operano sul campo in Israele e Palestina, costruendo ogni giorno ponti reali oltre le fratture.
Ad arricchire questo appuntamento finale, la presenza di ospiti speciali come il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, l’attore Neri Marcorè, e il Coro Clara Harmonia insieme al coro di voci bianche ISF Cantabile, diretti da Tanja Kustrin. In una città come Firenze, simbolo storico di rinascita culturale e di dialogo tra mondi diversi, Re-Imagine Peace diventa così molto più di un festival: un laboratorio aperto dove la pace non viene raccontata come un’utopia distante, ma praticata come esercizio quotidiano. E, in tempi come questi, forse è già un piccolo atto rivoluzionario.





