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Dal 11 al 19 luglio 2026 torna in Casentino Naturalmente Pianoforte, il festival che da anni intreccia musica, natura e spiritualità trasformando borghi, piazze, pievi e spazi all’aperto in un grande paesaggio sonoro diffuso. Un progetto nato dalla volontà di raccontare il territorio attraverso la musica e cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili dell’estate toscana. Qui il pianoforte è il centro, ma tutto il resto — il silenzio, il bosco, l’alba, le parole — partecipa con sorprendente puntualità.

Il programma 2026 alterna grandi concerti, incontri e percorsi speciali. Tra gli appuntamenti più attesi spiccano Renzo Rubino con Cosa direbbe Lucio, omaggio a Lucio Dalla (13 luglio), Rita Marcotulli & John De Leo con Us and Them dedicato ai Pink Floyd (15 luglio), Sarah Jane Morris con Anders Olinder e il progetto The Sisterhood (17 luglio), Elio con La rivalutazione della tristezza (18 luglio), oltre alla chiusura all’alba con Gloria Campaner e Paolo Ruffini in Mi manchi – L’alba della mia felicità (19 luglio). Il festival ospita inoltre la Francesca Tandoi Trio, Olga Monakh con l’OIDA, Gloria Campaner con Valeria Solarino, Nicolas Gelli Trio, Kumi Special Trio, Silvia Olivier Trio, Joao & Los Macacos Locos e molti altri artisti distribuiti nei borghi del Casentino.

Accanto alla musica, Naturalmente Pianoforte conferma il ciclo Incontri e Parole, con ospiti come Andrea Scanzi, Anna Foglietta, Enzo Iacchetti, Nicola Gratteri, Giovanna Botteri e Don Luigi Verdi, accompagnati spesso al pianoforte da Luis Di Gennaro. Tornano anche gli appuntamenti speciali come la Carovana, esperienza itinerante tra natura e dialogo, il progetto Viveri dedicato alla biodiversità con Martina Liverani e Slow Food Italia, i concerti all’alba con yoga, pilates e colazione, e il tradizionale percorso Musica nei Borghi, che dissemina recital e performance in luoghi simbolici come Salutio, Raggiolo, Corezzo, Moggiona, Montemignaio, Chitignano e molti altri. Un festival che continua a costruire cultura come esperienza condivisa: lenta, diffusa e ostinatamente radicata nel paesaggio.

 

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