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Tra i protagonisti più innovativi dell’Architettura Radicale italiana, Gianni Pettena ha costruito, a partire dalla fine degli anni Sessanta, un percorso di ricerca che ha contribuito a ridefinire i confini tra architettura, arte e design. Cofondatore di un movimento che ha profondamente influenzato la sperimentazione contemporanea, Pettena ha sviluppato nel tempo una pratica libera e interdisciplinare, fatta di progetti, installazioni, arredi, mostre e scritti teorici, sempre orientata a mettere in discussione linguaggi consolidati e strumenti progettuali tradizionali. Una traiettoria coerente nel dimostrare che, a volte, per costruire davvero qualcosa di nuovo, bisogna prima accettare di smontare quasi tutto.

In questo solco si inserisce Paper/Cosmic Breeze, installazione immersiva ed effimera che trasforma lo spazio in un ambiente interamente saturato da lunghe strisce di carta sospese dal soffitto. Un’architettura fragile, mutevole e attraversabile, che non si offre come forma compiuta ma come organismo aperto, destinato a cambiare attraverso l’intervento del pubblico. Qui lo spettatore non è chiamato semplicemente a osservare, ma a entrare fisicamente nell’opera, ritagliando il proprio percorso con delle forbici e contribuendo così alla ridefinizione continua dello spazio.

Il gesto partecipativo diventa il cuore stesso dell’esperienza: ogni taglio modifica la struttura, ogni attraversamento ne altera il senso. L’opera si trasforma così in un evento collettivo, dove creazione e fruizione coincidono e l’architettura perde la sua apparente stabilità per diventare relazione, processo e possibilità. Curata da Davide Giannella e accompagnata dall’intervento luminoso del collettivo Specific, l’installazione conferma la capacità di Pettena di immaginare spazi che non si limitano a essere abitati, ma chiedono di essere pensati, attraversati e, letteralmente, tagliati su misura.

 

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