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Con Un Palco in Biblioteca 2026, il cortile della Biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino si trasforma ancora una volta in uno spazio aperto a teatro, musica, letteratura e spettacolo dal vivo. La rassegna estiva, inserita nel cartellone di Sesto d’Estate 26, attraversa giugno e luglio con un programma che alterna prosa, reading, concerti, incontri e performance ibride, mantenendo quella piacevole abitudine tutta delle biblioteche contemporanee: far convivere libri e palcoscenico senza che nessuno dei due si senta fuori posto.

Il calendario si muove tra registri molto diversi, dalla lezione-spettacolo sul blues Sulle tracce del diavolo con Giuseppe Scarpato (3 giugno), fino agli appuntamenti teatrali come Le cognate di Michel Tremblay (10 giugno) e Romanina con Anna Meacci (24 giugno). Spazio anche alla divulgazione musicale con Cavalleria Rusticana (18 giugno), ai percorsi letterari dedicati a Marguerite Yourcenar con Memorie di Adriano (15, 22 e 29 giugno) e alla rilettura del carteggio tra Eugenio Montale e Irma Brandeis in Parlami, Clizia (26 giugno). Un programma che passa con naturalezza dall’opera lirica alla drammaturgia contemporanea, senza l’ansia di dover dimostrare quanto sia “crossmediale”.

A luglio la rassegna continua tra teatro musicale, narrazione e spettacoli per tutte le età. Ciro Masella porta in scena Il pranzo di Babette (1 luglio), mentre Tutto Shakespeare in 90 minuti (8 luglio) comprime l’intero universo shakespeariano in una parodia velocissima e volutamente esagerata. Non manca il teatro per ragazzi con Zeno l’alieno (6 luglio) e nemmeno la danza contemporanea di Te-Altro con Alessandro Certini (16 luglio). Tra gli appuntamenti più intensi anche Moby Dick – Di natura, balene, lotte e destini (13 luglio), esperienza immersiva che intreccia parola, musica e movimento, e il reading Il diritto alla gioia dedicato a Goliarda Sapienza (22 luglio).

La rassegna mantiene inoltre una forte attenzione all’accessibilità: la maggior parte degli spettacoli è a ingresso gratuito con prenotazione, confermando un’idea di cultura pubblica aperta e diffusa. Un dettaglio che oggi sembra quasi rivoluzionario, o quantomeno raro quanto trovare posto a sedere cinque minuti prima dell’inizio.

 

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