Un programma che accosta due grandi architetture del repertorio sinfonico, mettendo in dialogo romanticismo e Novecento attraverso una forte tensione espressiva. Sul podio Antonio Pappano guida l’Orchestra Giovanile Italiana, affiancato al pianoforte da Alexander Lonquich, in un concerto che unisce profondità emotiva e rigore formale.
Il Concerto n. 1 op. 15 di Johannes Brahms apre la serata con una scrittura ampia e drammatica, in cui il pianoforte non si limita al ruolo solistico ma entra in un confronto serrato con l’orchestra. È un’opera che guarda alla tradizione ma la rielabora con una densità espressiva già pienamente personale.
A seguire, la Sinfonia n. 5 op. 47 di Dmitrij Šostakovič introduce un linguaggio più diretto e al tempo stesso ambiguo, sospeso tra tensione tragica e apparente monumentalità. Composta in un momento cruciale della storia sovietica, la sinfonia alterna slanci emotivi e rigore strutturale, costruendo un percorso che culmina in un finale tanto potente quanto discusso.
Un concerto che mette in relazione due visioni della forma sinfonica, affidato a interpreti capaci di valorizzarne contrasti e affinità, tra introspezione e impatto orchestrale.





