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Un programma che mette al centro il clarinetto e le sue molteplici possibilità espressive, attraversando stili e linguaggi tra Ottocento e Novecento. Dalla leggerezza ironica alla profondità lirica, il percorso costruisce un dialogo continuo tra strumenti e forme, valorizzando sia l’intimità cameristica sia la dimensione più ampia dell’ensemble.

La Sonata per due clarinetti di Francis Poulenc apre con un gioco di contrasti vivace e raffinato, mentre il Konzertstück op. 114 di Felix Mendelssohn amplia il dialogo coinvolgendo il pianoforte in una scrittura brillante e articolata. Con i Tre Pezzi per clarinetto solo di Igor Stravinskij, il suono si fa essenziale e sperimentale, mettendo in evidenza le potenzialità timbriche dello strumento in una dimensione più astratta.

La chiusura è affidata al Quintetto op. 115 di Johannes Brahms, una delle pagine più intense del repertorio cameristico, in cui il clarinetto si intreccia con gli archi in un tessuto sonoro caldo e malinconico. Un equilibrio tra introspezione e cantabilità che riassume, con grande coerenza, le molte anime del programma.

Interpretato da Amedeo Tesi e Nicolò Cassandro ai clarinetti, con la partecipazione del pianoforte e del quintetto d’archi, il concerto costruisce un percorso sfaccettato e coinvolgente, dove ogni brano contribuisce a delineare un ritratto ricco e dinamico dello strumento.

 

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