Un programma che intreccia introspezione e viaggio, attraversando repertori e sensibilità lontane tra loro ma unite da una forte tensione espressiva. Con “Da paesi e popoli lontani”, Jin Ju al fortepiano costruisce un percorso che parte da Beethoven e si apre a suggestioni culturali più ampie, fino a toccare la musica cinese del Novecento.
La Sonata op. 110 di Ludwig van Beethoven rappresenta uno dei vertici della sua ultima produzione pianistica: una scrittura che alterna raccoglimento e slanci visionari, culminando in un finale di intensa spiritualità. Il Rondò op. 51 aggiunge una dimensione più leggera e formale, mantenendo però quella chiarezza strutturale tipica del compositore. Con Chen Peixun e il brano “Autumn moon on a calm lake”, il programma si sposta verso un immaginario sonoro delicato e contemplativo, dove il pianoforte evoca paesaggi e atmosfere della tradizione cinese.
La chiusura è affidata alla Kreisleriana op. 16 di Robert Schumann, ciclo frammentato e visionario che alterna impulsi contrastanti, tra lirismo e inquietudine. Un percorso coerente nella sua varietà, in cui il fortepiano diventa strumento ideale per restituire sfumature, tensioni e silenzi di un repertorio che guarda lontano, pur restando profondamente radicato nell’interiorità.





