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Un viaggio musicale che attraversa paesaggi interiori e suggestioni lontane, affidato al suono intimo del fortepiano. Con “A paesi e popoli lontani”, Roberto Prosseda costruisce un programma che unisce lirismo romantico e ricerca espressiva, mettendo in dialogo autori e atmosfere diverse, ma accomunate da una tensione verso l’altrove, reale o immaginato.

Il percorso si apre con le delicate miniature delle “Kinderszenen” di Robert Schumann, frammenti di memoria e infanzia sospesi tra semplicità e profondità. Seguono la fantasia di Felix Mendelssohn sul celebre tema irlandese “The last rose of summer” e il Notturno di Alfonso Rendano, che introducono accenti più evocativi e cantabili. Nella seconda parte, Schumann torna protagonista con l’Arabesque op. 18 e la Fantasia op. 17, pagine in cui la scrittura si espande in forme più ampie e visionarie. Un programma coerente e raffinato, in cui il fortepiano diventa strumento privilegiato per restituire sfumature e trasparenze di un repertorio che continua a interrogare l’ascolto.

 

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