Amami da morire porta in scena un’indagine teatrale sulle dinamiche delle relazioni tossiche, costruita come un racconto che procede per livelli, svelando progressivamente i meccanismi di controllo, dipendenza e manipolazione. Lo spettacolo alterna momenti di apparente equilibrio a improvvise fratture, seguendo il percorso emotivo di un legame che si presenta come amore ma si rivela, passo dopo passo, una struttura fragile e distruttiva.
Al centro, il rapporto tra vittima e carnefice viene analizzato con uno sguardo lucido, quasi clinico, che richiama l’approccio della criminologia senza rinunciare alla dimensione narrativa. La figura del narcisista emerge con tratti ambivalenti, tra fascino e predazione, mentre la vittima si muove in uno spazio sempre più ristretto, segnato da senso di colpa e perdita di sé. Il risultato è uno spettacolo che lavora sulla tensione psicologica più che sull’azione, costruendo un percorso che mette in discussione l’idea stessa di amore e ne evidenzia le derive più oscure.





