Luci d’alta quota. Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola approda in mostra riunendo circa 60 opere che testimoniano quattro decenni di esplorazioni tra ghiacciai, altopiani e comunità umane. Il percorso espositivo si configura come un dialogo serrato tra luce e materia, dove il paesaggio diventa uno specchio per riflettere sul tempo profondo e sulla crescente fragilità degli ecosistemi montani. In questa narrazione, il rigore documentario si fonde con una profonda sensibilità poetica, trasformando la fotografia in una testimonianza civile e artistica.
L’esposizione arricchisce il racconto ospitando le opere di Zhang Yuxiao, che introducono uno sguardo generazionale complementare a quello del padre. Il confronto tra le due pratiche restituisce la complessità dell’Himalaya come spazio fisico e simbolico, stabilendo un ideale asse culturale tra le Alpi e l’Himalaya, tra Europa e Asia. È un viaggio visivo che, come sottolineato nelle riflessioni di Informacittà, invita a non vivere in playback ma a riconoscere il proprio ritmo in un mondo che accelera e cambia , celebrando trent’anni di storie che si intrecciano tra natura e cultura.





