Noto per le sue installazioni monumentali e immersive, Op de Beeck trasforma la Tenuta Dello Scompiglio in un teatro enigmatico dove il confine tra realtà e finzione si dissolve in una contemplazione silenziosa. Il cuore dell’esposizione è una giostra a grandezza naturale, spogliata dei suoi colori barocchi e rivestita di un grigio opaco che la rende simile a un fossile o a un residuo coperto di cenere. Non è una semplice imitazione, ma un’interpretazione scultorea che trasforma un oggetto di svago in un potente memento mori. Tra scheletri che sembrano divertirsi, resti di feste abbandonate e aeroplanini che evocano bombardieri, la giostra diventa metafora della condizione umana, un movimento circolare e assurdo che ci ricorda la transitorietà della vita. Il viaggio prosegue con il film d’animazione Vanishing Point, dove gli acquerelli dell’artista prendono vita accompagnati da un paesaggio sonoro evocativo. È un invito a raggiungere quel “punto di fuga” metaforico dove la logica razionale svanisce, lasciando spazio a uno stato di atemporalità e perdita del sé. In questo scenario post-catastrofico eppure meraviglioso, l’invito è a lasciarsi andare all’abbandono, ritrovando il proprio ritmo nell’incanto dell’ignoto.




