Il repertorio di questo trio affonda le proprie radici nella musica di tradizione orale, traendo ispirazione dai saltarelli ciociari e dalle tarantelle del Sud Italia. Attraverso un’accurata ricerca sul campo condotta nel Lazio meridionale, i musicisti operano una rigenerazione consapevole della matrice popolare, restituendo sonorità che evocano i melismi contadini, le narrazioni dei pastori e le orbite ritmiche della danza. Il progetto non si limita alla riproposizione filologica, ma utilizza l’identità territoriale come base per l’elaborazione di nuove melodie e strutture compositive.
Lo spettacolo si articola in un percorso vivace tra canti di mietitura, serenate, canti a dispetto e d’amore, alternando brani della tradizione a composizioni originali. Sul palco, Mattia Dell’Uomo (tamburi a cornice e voce), Simone Frezza (fisarmonica, organetto e voce) e Valerio Frezza (chitarra battente, chitarra classica e mandolino) danno vita a un tributo alla ricchezza culturale della Ciociaria e del Meridione, trasformando leggende e ritualità antiche in un’esperienza d’ascolto attuale ed emozionante.





