Il Quartetto Adorno, formazione cameristica composta dai violinisti Edoardo Zosi e Liù Pelliciari, dalla violista Benedetta Bucci e dalla violoncellista Maria Salvatori, si confronta con due pietre miliari della letteratura beethoveniana per archi. Il programma si apre con il Quartetto n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74, universalmente noto come “delle arpe” per i caratteristici pizzicati che ne punteggiano il primo movimento. L’opera, composta nel 1809, si distingue per un lirismo disteso e una chiarezza formale che preludono alla successiva e più radicale evoluzione del linguaggio del compositore.
La seconda parte del concerto vede l’esecuzione del Quartetto n. 13 in si bemolle maggiore op. 130, presentato nella sua monumentale versione originale che culmina con la Grande Fuga op. 133. Questa scelta interpretativa restituisce l’opera alla sua concezione primigenia, dove la complessità contrappuntistica e l’audacia armonica della fuga finale rappresentano una sfida tecnica ed espressiva di altissimo livello. Il brano si configura come un testamento spirituale e visionario, in cui Beethoven scardina le strutture tradizionali per esplorare nuove e inedite dimensioni sonore.





