Composta tra il 1819 e il 1823, l’opera rappresenta una delle massime vette della produzione sacra del compositore tedesco, caratterizzata da una complessità strutturale e una profondità spirituale che trascendono la liturgia tradizionale per farsi messaggio universale. L’esecuzione è affidata all’Orchestra e al Coro del Maggio Musicale Fiorentino, con la preparazione della compagine corale curata dal maestro Lorenzo Fratini.
Sul podio sale il direttore Vasily Petrenko, chiamato a guidare un cast vocale di rilievo internazionale composto dal soprano Hanna-Elisabeth Müller, dal mezzosoprano Marvic Monréal, dal tenore Maximilian Schmitt e dal basso Jongmin Park. La partitura, che Beethoven stesso considerava una delle sue creazioni più riuscite, alterna momenti di maestosa solennità a passaggi di intima riflessione, richiedendo un notevole impegno tecnico ed espressivo sia alle masse artistiche che ai solisti. L’appuntamento si inserisce nel solco delle grandi produzioni sinfonico-corali che caratterizzano la proposta culturale della fondazione fiorentina.





