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La prima commedia teatrale scritta da Woody Allen nel 1969 approda in scena per raccontare le nevrosi e le fragilità di Allan Felix, un critico cinematografico alle prese con le macerie del proprio matrimonio. Il protagonista, affetto da una profonda fobia sociale e da un’indole ansiosa, tenta di ricostruirsi una vita sentimentale sotto la guida maldestra di una coppia di amici e le apparizioni immaginarie del suo idolo, Humphrey Bogart. Quest’ultimo, figura archetipica di una virilità sicura e sofisticata, dispensa consigli che Allan cerca vanamente di applicare, finendo per indossare maschere di disinvoltura che ne accentuano la naturale goffaggine.

L’opera esplora con la tipica autoironia del regista newyorkese il tema dell’identità e del bisogno di accettazione. Attraverso una serie di incontri fallimentari, il protagonista scopre che l’unico legame autentico è quello con Linda, la moglie del suo migliore amico, con la quale riesce finalmente a spogliarsi di ogni artificio comportamentale. La produzione firmata dall’Associazione Culturale DaDa, con la regia di Massimo Chiesa e gli interpreti della The Kitchen Company, restituisce la brillantezza del testo originale, arricchita dalle musiche di Gershwin e Armstrong, celebrando un classico del repertorio alleniano capace di intrecciare critica sociale e ossessioni esistenziali.

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