Lo spettacolo si apre con una riflessione sulla necessità di preservare la gentilezza come forma di ribellione quotidiana contro l’indolimento del mondo contemporaneo. Andrew Faber, pseudonimo di Andrea Zorretta, porta in scena un intreccio di poesia, racconti e monologhi che mira a trasformare lo spazio teatrale in un luogo di riconoscimento collettivo. Al centro della rappresentazione risiede il concetto di empatia, intesa come l’arte di abitare le proprie emozioni e di condividerle in un dialogo aperto con il pubblico, alternando momenti di ironia a silenzi carichi di significato.
L’esperienza poetica è amplificata dalla presenza del Maestro Carlo Valente, cantautore e polistrumentista già premiato da Amnesty International, le cui composizioni al pianoforte dialogano costantemente con la voce di Faber. Noto per la sua capacità di rendere la poesia uno strumento accessibile e terapeutico, l’autore romano prosegue con questa messa in scena il percorso iniziato attraverso i suoi libri di successo, focalizzandosi sulla fragilità umana e sulla necessità di restare autentici. La serata si configura come un’indagine priva di sovrastrutture stilistiche, dove la musica e la parola collaborano per creare un momento di profonda partecipazione emotiva.





