Tra Oriente e Occidente
Il progetto si configura come un itinerario sonoro e narrativo volto a dimostrare l’universalità dei sentimenti, superando i confini tra Oriente e Occidente. Accompagnato dalle riflessioni del giornalista Ferruccio de Bortoli, il programma musicale intreccia i capisaldi del repertorio colto europeo con le tradizioni popolari e le vicende umane più attuali. Si muove dal rigore di Bach, capace di unire la cultura tedesca, francese e italiana in un dialogo ideale, alla profondità malinconica della Fantasia in re minore di Mozart, fino a raggiungere l’intensità delle mazurche di Chopin e il virtuosismo di matrice popolare delle danze rumene di Bartók.
Il fulcro emotivo dell’esibizione risiede nel legame tra la musica e la condizione civile contemporanea, in particolare quella dell’Iran. Attraverso il Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo di Bach e la celebre melodia persiana Gole Sangam di Anoushiravan Rohani, il concerto diviene un ponte simbolico verso chi lotta per la libertà. L’esecuzione si trasforma così in una riflessione sulla dignità umana e sui diritti calpestati, proponendo la musica non solo come esercizio estetico, ma come linguaggio comune capace di far vibrare le medesime corde dell’anima in ogni latitudine, opponendo i sentimenti positivi alla logica della repressione e del conflitto.





