Lo spettacolo, nato dalla collaborazione tra Makkox e Valerio Aprea, indaga la percezione collettiva di un presente dominato da istanze catastrofiste e dal timore di un’apocalisse imminente. I due autori si interrogano sulla reale ineluttabilità di un destino nefasto, cercando di individuare possibili margini di manovra e condizioni necessarie per invertire la rotta. Il testo analizza le resistenze umane al cambiamento, spaziando tra rigore scientifico e derive algoritmiche, tra inerzia politica e abitudini quotidiane, mettendo a nudo la contraddittoria volontà dell’uomo moderno di fronte alla necessità di adattamento.
Sulla scena, la comicità dell’assurdo e l’iperbole diventano strumenti analitici per esorcizzare le paure collettive e affrontare i grandi spauracchi della nostra epoca. Protagonista è Valerio Aprea, interprete versatile noto per il sodalizio con il trio Torre-Ciarrapico-Vendruscolo e per la presenza fissa a Propaganda Live. Attraverso un registro che fonde satira e riflessione sociologica, la performance offre una chiave di lettura ironica ma profonda sulle difficoltà della nostra specie nel correggere la propria traiettoria, trasformando la minaccia della fine del mondo in un’occasione per osservare con distacco critico le storture del progresso contemporaneo.





