Gallina vecchia, commedia di Augusto Novelli rappresentata per la prima volta nel 1911, nasce con l’intento dichiarato di raccontare “Firenze, oggi”, restituendo situazioni e personaggi riconoscibili nella vita quotidiana della città. Al centro della vicenda c’è Nunziata, donna non più giovane ma ancora affascinante, proprietaria di un negozio di stoffe in Borgo San Lorenzo, che intrattiene una relazione con il contabile del negozio, Bista. Alla morte del marito, Bista immagina di poter finalmente sposare Nunziata, ma la donna rivolge invece le proprie attenzioni a un giovane già fidanzato con una sua collaboratrice, innescando una serie di tensioni, tentativi di manipolazione e conflitti che porteranno la situazione sull’orlo dello scandalo.
L’adattamento contemporaneo mantiene intatti i nodi drammaturgici della commedia, trasferendo però la vicenda nella Firenze di oggi. Nunziata non è più una commerciante ma una proprietaria di appartamenti destinati agli affitti brevi, simbolo di una città sempre più segnata dalle logiche del turismo e della rendita immobiliare. In questo contesto, la sua ricerca di affermazione personale e sentimentale si intreccia con il tema del potere corruttivo del denaro, già presente nel testo di Novelli ma qui reso ancora più evidente. Tra social network, nuove abitudini e una città trasformata, la storia diventa così una riflessione ironica e critica su una Firenze che rischia di smarrire il senso di comunità, inseguendo vantaggi economici legati al proprio passato.





