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L’avidità morale diventa motore comico in questa rilettura di un classico di Eduardo De Filippo, dove il gioco del lotto si trasforma in lente grottesca per osservare la disgregazione dei legami familiari. Una dinamica privata che riflette un disordine più ampio, sociale e culturale, secondo una poetica che intreccia ironia e amarezza. A raccogliere l’eredità della messinscena è Carolina Rosi, che ripropone l’ultima regia di Luca De Filippo a dieci anni dalla sua scomparsa, insieme agli attori della Compagnia di Teatro di Luca De Filippo.

L’allestimento recupera scenografie, oggetti e costumi del 2015, restituendo continuità a un progetto che mantiene intatta la propria forza teatrale. Accanto a Rosi, nel ruolo di Ferdinando Quagliuolo, Salvo Ficarra affronta il personaggio con un equilibrio tra leggerezza e profondità, cogliendone le sfumature comiche e le ombre interiori. Ne emerge uno spettacolo che rinnova il dialogo con il pubblico, nel segno di una tradizione che continua a interrogare il presente.

 

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