Il Libro della Vita, ciclo promosso dal Comune di Scandicci e ospitato all’Auditorium cittadino, prosegue con un nuovo appuntamento dedicato ai libri che hanno inciso nel percorso umano e intellettuale dei suoi ospiti. La rassegna conferma la propria vocazione a fare della lettura uno spazio pubblico di riflessione, dove esperienze personali e grandi temi del Novecento si intrecciano in un dialogo accessibile e condiviso.
Protagonista dell’incontro è Giovanni Cocconi, che sceglie La banalità del male di Hannah Arendt, saggio nato dal reportage sul processo ad Adolf Eichmann a Gerusalemme nel 1961. In questo testo cruciale del pensiero politico contemporaneo, Arendt introduce una formula destinata a segnare il dibattito filosofico: il male non come mostruosità eccezionale, ma come esito di un’obbedienza burocratica priva di pensiero critico. Il libro interroga il rapporto tra responsabilità individuale, potere e coscienza, offrendo una chiave di lettura ancora attuale sulle derive dei sistemi autoritari e sulla fragilità delle istituzioni democratiche.





