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Un omaggio a Giancarlo Cauteruccio, promosso dalla Compagnia Teatrale Krypton con il patrocinio del Comune di Scandicci, su volontà della sindaca Claudia Sereni. L’iniziativa nasce come gesto collettivo di riconoscenza verso una figura centrale del teatro di ricerca italiano e internazionale, scomparsa l’11 gennaio a Sibari, che ha segnato in modo profondo l’identità culturale della città. Dopo i saluti istituzionali, il pomeriggio prosegue con un microfono aperto a artisti, studiosi, collaboratori, allievi e cittadini: uno spazio condiviso in cui la memoria prende forma attraverso parole e testimonianze. In una sala del castello sarà allestita anche un’installazione audio-video dedicata al regista, ulteriore momento di riflessione visiva.

Regista, scenografo, autore e attore, Giancarlo Cauteruccio è stato tra i protagonisti più radicali della sperimentazione teatrale dagli anni Settanta. La sua ricerca ha intrecciato teatro, arti visive, architettura e nuove tecnologie, mantenendo centrale il rapporto tra corpo, spazio e parola. Tra i lavori più noti, Eneide, spettacolo che introduce l’uso di laser e multiproiezioni sulla scena e approda nel 1984 a New York al La MaMa Theatre diretto da Ellen Stewart, segnando una svolta nel dialogo tra teatro e tecnologia. I suoi video-teatri sono conservati negli archivi della Biennale di Venezia e della Triennale di Milano, mentre il confronto con Samuel Beckett e il percorso di Teatro-Architettura hanno anticipato pratiche oggi diffuse nel teatro site-specific e immersivo.

Dal 1991 al 2015 Cauteruccio è stato direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, contribuendo alla crescita culturale del territorio e alla formazione di nuove generazioni di artisti. La giornata del 15 febbraio si inserisce nel solco di una storia condivisa tra Scandicci, Krypton e il teatro contemporaneo, scegliendo una forma partecipata e non celebrativa: un tempo comune in cui il ricordo diventa presenza attiva.

 

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