Nel cuore di un teatro allo sbando, Un problema alla volta mette in scena una direttrice eccentrica, una segretaria al limite della crisi di nervi e un gruppo di aspiranti attori che trasformano un innocuo corso di recitazione in una commedia degli equivoci a ritmo serrato. Tra valigette scambiate, armadi pieni di tutto tranne che di costumi, amori simulati (o forse no) e gigolò fraintesi, il confine tra palco e vita quotidiana si fa sempre più sottile: le dinamiche di compagnia rivelano gelosie, fragilità, vanità e desideri inconfessati, in un continuo gioco di maschere.
Il testo di Giuseppe Sorgi, diretto da Patrizia Morini, usa il meccanismo della farsa per parlare, con tono leggero ma non superficiale, di amore, crisi di coppia e identità. I personaggi si muovono in una girandola di bugie e travestimenti dove l’unica ancora di salvezza sembra essere il titolo stesso: affrontare “un problema alla volta”, smontando il caos con una comicità che resta ancorata alla realtà. Ne emerge un ritratto ironico del teatro come specchio della società, in cui i ruoli che si interpretano sulla scena non sono poi così lontani da quelli che si indossano ogni giorno.





