Nella cornice claustrofobica di una camera di motel, SUORE FUORI CONTROLLO parte come un’operazione di polizia quasi da manuale: due agenti appostati dietro telecamere e microspie devono incastrare due suore sospettate di furto ai danni di una congregazione religiosa, grazie alla complicità di una commercialista che funge da esca. Il piano, studiato nei dettagli per cogliere le religiose in flagranza di reato, si incrina però fin da subito: cambi di stanza, equivoci sull’identità dei presenti, registrazioni sbagliate e soldi che sembrano scomparire nel nulla innescano una progressiva deriva narrativa.
La tensione poliziesca viene travolta dal meccanismo implacabile della commedia farsesca, tra scambi di ruolo, sospetti di killeraggio e una contabile che continua a togliersi i vestiti aggiungendo ulteriore confusione alla già precaria situazione. Sotto la regia di Luca Ferrini, il testo di N.L. White si trasforma in una macchina comica dal ritmo serrato, dove ogni errore genera un effetto domino di gag e paradossi. Il risultato è un caos organizzato in cui nulla va come previsto e l’atmosfera da thriller si ribalta in una spirale di comicità travolgente, sostenuta da un cast corale e da una costruzione scenica millimetrica.





