Concita De Gregorio ed Erica Mou portano in scena un progetto che unisce parola e musica per restituire voce a cinque figure femminili del Novecento: Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Vivian Maier e Lisetta Carmi. Lo spettacolo si configura come un’orazione funebre atipica, dove a parlare non sono i vivi, ma le stesse protagoniste, immaginate mentre si rivolgono per l’ultima volta al mondo. Ogni testo è composto quasi interamente da parole autentiche – scritte o dette da loro in vita – per restituire una memoria il più possibile fedele e, allo stesso tempo, intensamente soggettiva.
Il risultato è una serie di invettive liriche e risarcitorie, in cui le artiste si sottraggono alla marginalità postuma e si riappropriano del proprio racconto. Voci che si sovrappongono, si confrontano, si accendono: dall’arte alla poesia, dalla fotografia alla lotta per il riconoscimento, ogni figura rappresenta una traiettoria di resistenza e luce. La narrazione assume un tono intimo ma anche politico, scandito dalle sonorità di Erica Mou, in un equilibrio tra riflessione civile e affondo emotivo. Un modo per interrogarsi sul peso delle parole, sulla visibilità negata e sulla forza silenziosa che attraversa la storia delle donne.





