In questo spettacolo Elio, accompagnato al pianoforte da Alberto Tafuri, costruisce un viaggio teatrale e musicale alla riscoperta della tristezza, sentimento spesso rimosso o stigmatizzato nella società contemporanea. Il progetto, ironico e colto, si muove tra citazioni letterarie, riferimenti visivi e suggestioni musicali, alternando leggerezza e profondità. Da Catullo a Virginia Woolf, da Munch a Paperino, la tristezza viene osservata come componente imprescindibile dell’esperienza umana, elemento generativo di arte, pensiero e trasformazione.
La regia musicale ed emotiva si bilancia con inserimenti di brani allegri, che smorzano i toni malinconici senza annullarli, dando allo spettacolo una struttura dinamica e sorprendente. Il dialogo tra Elio e Tafuri, rodato da anni di collaborazione, guida il pubblico in una riflessione ironica e affettuosa sul valore emotivo del disagio, sul bisogno di ascoltare anche ciò che fa male. Un’operazione teatrale che rivendica la nobiltà della tristezza senza indulgere nel patetico, mantenendo costante un tono di intelligente leggerezza.





