Eterno ripetersi banale è uno spettacolo che indaga, con tono leggero ma consapevole, la tensione tra unicità e ripetizione, tra la volontà di distinguersi e il rischio di dissolversi nell’eterno ritorno dell’identico. Attraverso una drammaturgia firmata da Leonardo Ceccanti e una regia di Matteo Ceccantini, la scena si trasforma in un laboratorio aperto di riflessione identitaria, in cui i gesti quotidiani e le aspirazioni individuali vengono messi alla prova dal confronto con concetti astratti come il nulla e l’eternità.
La struttura dello spettacolo è interattiva: le scelte del pubblico intervengono direttamente nello svolgimento dell’azione scenica, rivelando la fragilità delle convenzioni teatrali e, per analogia, delle costruzioni sociali e personali. Gli attori – Leonardo Ceccanti, Matteo Ceccantini e Matteo Risaliti – attraversano una narrazione che si contorce su sé stessa, fatta di false partenze, tentativi interrotti e ricerca continua di un senso o di un finale. Il lessico teatrale, con le sue ambiguità semantiche, diventa strumento per riflettere su identità, ripetizione e originalità, in una messa in scena volutamente sfuggente e anti-narrativa.





