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Con “La Patente U’ Picciu”, la compagnia Krypton torna a confrontarsi con Luigi Pirandello, proponendo una rilettura contemporanea del breve testo “La patente”, attraverso un’operazione che unisce teatro classico e linguaggi digitali, intelligenza artificiale e presenza scenica. Al centro della scena Rosario Chiarchiaro, jettatore di professione e simbolo della marginalità imposta, figura tragica e paradossale che oggi torna a parlare con forza, caricandosi di nuovi significati.

L’interpretazione, affidata a Fulvio Cauteruccio con Massimo Bevilacqua, Flavia Pezzo e la voce recitante di Ninni Bruschetta, mira a restituire al pubblico non solo l’attualità di un testo che riflette su superstizione e stigma sociale, ma anche una nuova funzione del teatro come spazio critico. Il personaggio di Chiarchiaro si ribella, rompe la quarta parete, trascina il pubblico in una riflessione sulla contemporaneità: il “jettatore” non è più solo vittima di credenze irrazionali, ma portavoce di una protesta contro le derive del presente – il pensiero unico, il buonismo che esclude, le contraddizioni del post-capitalismo. Un ritorno alla parola pirandelliana con l’ambizione di farla risuonare politicamente nel presente.

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