“Una simpatica disgrazia” è il debutto teatrale di Chiara Pagliaccia nel formato della stand-up comedy, costruito come un flusso di racconti autobiografici che mescola con leggerezza temi anche complessi. L’autrice e interprete utilizza l’immagine della sagra di paese come metafora della propria narrazione: un insieme di portate disomogenee che, una volta messe insieme, restituiscono un’identità frammentata ma coerente. Il mondo LGBT+, la fascinazione per gli anziani, le ambizioni dei giovani imprenditori e persino la gestione del lutto diventano spunti per riflessioni comiche e disilluse.
Al centro del monologo scorre una costante: il senso di inadeguatezza, dichiarato con autoironia e trattato come elemento universale più che personale. La scrittura, diretta e spiazzante, costruisce una narrazione che evita facili consolazioni, preferendo la via dell’esposizione cruda e consapevole. Lo spettacolo si muove tra toni surreali e momenti di sincera confessione, riflettendo con intelligenza su ciò che ci fa ridere proprio perché ci riguarda da vicino.





