Il recital del pianista Gabriele Strata costruisce un dialogo serrato e poetico attorno all’universo di Frédéric Chopin, articolato per affinità e contrasti attraverso l’inserimento di opere di Thomas Adès e George Crumb, autori del Novecento e contemporaneo che riflettono e rilanciano la lezione chopiniana.
Il programma si apre con le Quattro Mazurche op. 30, brevi ma raffinate miniature ritmiche e armoniche, cui segue la Mazurka op. 27 n. 3 di Adès, omaggio personale e spiazzante al genere polacco per eccellenza. A seguire, la Sonata n. 2 op. 35, con la celebre Marcia funebre, si impone per l’intensità drammatica e la struttura visionaria. Le successive Valzer di Chopin esplorano le diverse declinazioni del virtuosismo brillante e del lirismo malinconico.
Un frammento dai Makrokosmos I di Crumb – Dream Images – introduce una dimensione sonora sospesa e onirica, in netto contrasto eppure complementare alla scrittura di Chopin. La parte finale del programma accosta due capolavori della maturità: la Polonaise-Fantasie op. 61, complessa architettura improvvisativa, e la Ballata n. 3 op. 47, slanciata e lirica.
Un percorso pianistico che interroga la forma breve e quella estesa, il virtuosismo e l’introspezione, in un equilibrio tra tradizione e sperimentazione, affidato a un interprete dalla sensibilità sfaccettata.





