I Soliti Sospetti, diretto da Bryan Singer nel 1995, è un thriller dalla struttura raffinata, costruito su un gioco narrativo di specchi e manipolazioni. Il film si sviluppa attraverso il lungo interrogatorio di Verbal Kint, testimone sopravvissuto a un’esplosione su un molo di Los Angeles, che ricostruisce per la polizia la catena di eventi che ha coinvolto un gruppo di criminali, tutti apparentemente guidati da un misterioso mandante: Keyser Söze.
Il racconto si articola su più livelli temporali e semantici, confondendo memoria, bugia e realtà, fino al celebre colpo di scena finale, divenuto emblema del thriller moderno. Il film rilegge con intelligenza i codici del noir, rinnovando la figura dell’inafferrabile burattinaio che manipola ogni elemento della narrazione. I Soliti Sospetti è un’opera che ha segnato un’epoca, dimostrando come il potere del racconto possa nascondere e costruire la verità allo stesso tempo.





