Cinelandia
Gioia mia è l’opera prima di Margherita Spampinato, che firma regia, sceneggiatura e montaggio di un racconto intimo e sospeso tra presente e ricordo. Il film sceglie toni semplici e nostalgici per restituire un’estate in Sicilia vista attraverso gli occhi di Nico, bambino del presente, iperconnesso e spaesato, che si ritrova a vivere per un mese con zia Gela, in una casa dove il tempo scorre secondo ritmi diversi, fatti di silenzi, riti quotidiani e piccoli misteri domestici.
Lontano da ogni caricatura, il film omaggia con delicatezza il mondo delle nonne, quello delle carte da gioco, del cibo fatto in casa e dei racconti sussurrati tra le pareti di un condominio animato da presenze familiari e forse anche invisibili. Lo scontro tra generazioni non si risolve in una morale forzata, ma si apre alla ricerca di un linguaggio comune, che emerge lentamente da un’educazione sentimentale reciproca. Un debutto che guarda al passato senza rimpianti, ma con uno sguardo autentico e affettuoso verso ciò che resta.





