Oltre 80 scatti raccontano la ricchezza e la vulnerabilità degli ecosistemi marini, oggi sottoposti a pressioni crescenti tra cambiamento climatico, inquinamento e sfruttamento intensivo delle risorse. La mostra dedicata a David Doubilet riunisce undici sale di immagini realizzate nei mari di tutto il mondo, dai Caraibi alle Filippine, dall’Indonesia all’Australia fino all’Antartide. Un itinerario visivo che documenta barriere coralline, atolli e fondali remoti, mettendo in evidenza la relazione stretta tra salute degli oceani e qualità della vita sul pianeta.
Collaboratore storico di National Geographic e idealmente erede delle esplorazioni di Jacques-Yves Cousteau, Doubilet è considerato uno dei principali interpreti della fotografia subacquea contemporanea. Insieme alla biologa marina e fotografa Jennifer Hayes, svolge da decenni un lavoro di documentazione e divulgazione scientifica che coniuga rigore e forza narrativa. Tra le immagini esposte figurano la veduta aerea di un tratto della Grande Barriera Corallina australiana con un piccolo aereo in sorvolo, il piccolo di tartaruga verde (Chelonia mydas) nella laguna di Nengo Nengo nella Polinesia Francese, il pesce pappagallo arcobaleno (Scarus frenatus) al largo del Queensland e i coralli del Tubbataha Reef National Park, composizioni naturali che assumono forme prossime all’astrazione. Un percorso che restituisce al mare la sua dimensione di spazio vitale e insieme fragile, da osservare con attenzione prima ancora che con stupore.





