LA STORIA DI PONTE AL PINO

Per tutti noi fiorentini è stato sicuramente un colpo al cuore la rimozione e sostituzione dello storico cavalcavia di Ponte al Pino, ma pochi conoscono la storia nascosta di questa struttura.
La storia di Ponte al Pino inizia nel 1886, il cavalcavia nasce come collegamento fra il centro cittadino e il neonato quartiere di Campo di Marte che prima erano separati dalla ferrovia.
Il ponte prende il nome da un antico pino che era ubicato nelle sue immediate vicinanze e rappresentava uno degli ultimi esempi cittadini di ponte metallico storico realizzato con tecniche costruttive oggi ormai scomparse. L’impalcato, lungo circa 27 metri e largo 14,5, era organizzato in tre corsie di marcia e ai suoi piedi sorgeva la barriera daziaria del Campo di Marte, dove venivano riscossi i tributi sulle merci dirette in città.
Sul motivo per cui il pino venne abbattuto circola una curiosa leggenda popolare. Si racconta che a un dipendente del Comune fosse stato affidato il compito di portare la “pianta” della zona. L’uomo, però, fraintendendo il significato della parola, invece di consegnare la mappa portò il pino.
Ma il vero motivo dell’abbattimento del pino risale alla Seconda guerra mondiale, quando l’albero fu tagliato per essere utilizzato come legna da ardere.
Nel 1944 Ponte al Pino fu il luogo di un durissimo scontro tra i partigiani e gli alleati (che avevano liberato Firenze) e le  truppe nazifasciste (che controllavano ancora i quartieri più a nord). I tedeschi provarono anche a fare esplodere il ponte, che fortunatamente resistette alla detonazione.
Dopo 140 anni di onorata carriera e storia, il cavalcavia di Ponte al Pino è pronto per andare in pensione, ora che la sua  struttura in ferro si è deteriorata è stata sostituita da una più moderna infrastruttura in acciaio. E così lo storico ponte potrà ancora una volta rinascere.
L’operazione ha consentito il posizionamento del nuovo impalcato, del peso di circa 550 tonnellate, varato in un’unica soluzione grazie all’impiego di una gru da 2.000 tonnellate, tra i più grandi mezzi di sollevamento utilizzati a livello internazionale per interventi infrastrutturali di questa complessità.
Il completamento del varo rappresenta una tappa fondamentale nell’intervento di sostituzione del ponte, un’opera strategica per il miglioramento della mobilità cittadina e per l’efficientamento della circolazione ferroviaria regionale e nazionale che attraversa il nodo ferroviario di Firenze.
(Ivan Puliti)