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La 20ª edizione di Danzainfiera (DIF), evento internazionale dedicato al mondo della danza organizzato da Pitti Immagine, conferma la formula “tutto in uno” che mescola alta formazione, spettacolo, concorsi e area commerciale. L’edizione 2026 mette insieme 62 accademie e realtà coreutiche tra Italia ed estero nel Padiglione Cavaniglia e 75 brand specializzati nell’area Brand & Store al Piano Terra del Padiglione Centrale, con una presenza internazionale significativa e una selezione orientata a qualità manifatturiera e innovazione. Numeri da fiera che non si vergogna di esserlo: 370 eventi, 13 sale, 3 palchi attivi, 21.845 posti in aula, 1.000 coreografie e 54 appuntamenti per insegnanti, con l’obiettivo dichiarato di superare le 20.000 presenze dell’anno precedente.

Il layout cambia passo: ingresso da Porta Faenza, Padiglione delle Ghiaia usato per la prima volta come teatro e nuovo Salone M con aule dedicate, oltre alla UniCredit Talk Arena. Accanto alla dimensione artistica, DIF insiste sulla parte “borsa della danza”, con 500 buyer da 50 paesi e un incontro tra domanda e offerta costruito con logiche curatoriali. Tra accademie e showbiz tornano nomi e istituzioni di riferimento (dall’Accademia Teatro alla Scala alle scuole newyorkesi), insieme a audizioni, borse di studio e casting. Nel calendario spiccano alcuni appuntamenti già datati: THE SOUND OF SHOES (Graziella Di Marco, 21 febbraio), prima assoluta dedicata alla tap dance con guest internazionali; il focus K-CODE sulla danza e cultura K-Pop (workshop e contest, 22 febbraio), tra coreografie e format “random dance”. Sullo sfondo, lo slogan 2026 “Believe. Dance to become” tiene insieme aspirazione e mercato, ricordando che la danza resta una faccenda molto umana anche quando intorno cresce la tecnologia.

 

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